Intonaci danneggiati (o ammalorati): rigonfiamenti e distacchi

Quando si notano rigonfiamenti sulla parete o zone dove il rivestimento “suona a vuoto”, siamo di fronte a un intonaco ammalorato.

Spesso il fenomeno parte dal basso, presentandosi inizialmente come intonaco gonfio, per poi evolvere rapidamente in sgretolamenti visibili e caduta di materiale (intonaco scrostato) che lascia nuda la muratura.

Non è un semplice difetto estetico, ma il sintomo di una pressione interna che sta spaccando la finitura.

 

La causa: la pressione dei sali (sub-efflorescenza)

La causa scatenante è la disponibilità d’acqua nel sottosuolo che risale lungo il muro.

Quando l’acqua evapora, abbandona i sali che trasportava dietro lo strato di finitura (sub-efflorescenza). 

La loro successiva ricristallizzazione aumenta il volume dei cristalli, creando una spinta meccanica che provoca il distacco dell’intonaco.

Questa patologia ha una conseguenza doppia: oltre a rompere il muro, lo raffredda drasticamente creando ponti termici che favoriscono la comparsa di muffe e condense.

 

La soluzione: risanamento e gestione climatica

Rappezzare un intonaco che si stacca è inutile: i sali residui torneranno a spingere in breve tempo rendendo vano il lavoro.

L’intervento risolutivo deve agire su tre livelli precisi:

  • impermeabilizzazione della base per bloccare la risalita;
  • gestione del sale residuo nella muratura;
  • installazione di VMC Eolo per ripristinare il comfort e prevenire muffe su pareti  fredde.

Non procedere a tentativi!

Prima di rifare l’intonaco, è fondamentale capire l’entità del danno salino. 

Solo un’analisi strumentale può definire il ciclo di risanamento corretto per evitare nuovi distacchi.