Efflorescenze saline: cristalli e polvere bianca

Se noti la comparsa di cristalli biancastri, simili a una polvere o a una “barba” che affiora dall’intonaco, sei in presenza di efflorescenze saline sul muro.

Questo fenomeno antiestetico si manifesta esattamente nel punto in cui l’acqua, presente all’interno della parete, raggiunge la superficie ed evapora.

Non è solo un problema di sporco: è il segnale visibile che la muratura sta espellendo una soluzione salina, l’acqua evapora mentre il sale, cristallizzando, aumenta di volume e sgretola le finiture.

La causa: evaporazione e ricristallizzazione

Il processo fisico alla base è la separazione dell’acqua dai sali.

Quando l’umidità interna evapora trasformandosi in vapore, i sali che trasportava non svaniscono ma restano sulla superficie. 

Qui avviene la ricristallizzazione: i sali si solidificano generando l’efflorescenza salina.

Spesso questo problema è strettamente legato ad altre patologie come l’umidità di risalita capillare o le infiltrazioni in vani interrati, ma può derivare anche da sali intrinseci ai materiali da costruzione.

La soluzione: diagnosi differenziata

Pulire o spazzolare la parete è inutile se non si identifica e risolve la fonte che alimenta i sali.

La strategia di intervento non è unica, ma cambia radicalmente in base alla causa scatenante:

  • Se i sali sono presenti nei materiali di costruzione: (presenti cioè nei materiali originali) utilizziamo specifici estrattori salini o prodotti neutralizzanti antisale.
  • Se i sali derivano da risalita: (portati dall’acqua del terreno) è necessario prima eliminare la risalita capillare alla base per interrompere il flusso, successivamente ci si occupa della neutralizzazione dei sali nocivi.

Evita soluzioni provvisorie

Intervenire senza conoscere l’origine dei sali porta spesso a recidive costose. È indispensabile un sopralluogo diagnostico per stabilire la cura corretta.